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Trapanesi al mare

BY: Massimo De Filippo / 0 COMMENTS / CATEGORY: Senza categoria

Trapanesi al mare, rapporto molto diverso da quello che hanno i nordici.

Intendo come “nordico” colui che vive, o trascorre gran parte dell’anno, in regioni settentrionali e possibilmente non vicino al mare.

Specialmente per coloro che abitano in palazzi, per quanto confortevoli e talvolta di lusso, l’andare “al mare” è immergersi e restare bagnati più tempo possibile.

La possibilità di sguazzare o distendersi su bagnasciuga è il pensiero costante dei restanti (troppi) giorni per cui si è lontano dal mare.

Quindi, l’idea che si è indotti ad avere, è che il trapanese non appena abbia un’ora di tempo corra alla spiaggia o prenda una barca.

Ma il siciliano, o meglio il trapanese doc, mediamente parlando, generalizzando, senza alcuna pretesa statistica, pensa che il mare sia : blu, bagnato, in costante ed eccessivo movimento e quindi pericoloso.

La giornata perfetta è quella in cui il vento è totalmente assente, il mare immobile e la bonaccia assoluta; quella che viene definita :”bonazza fetusa”, cioè puzzolente.

Già, perché la presenza di tonnellate di alghe che non vengono raccolte, genera uno sgradevole odore presente ed avvertibile in queste giornate.

La cosa più strana, comprensibile per coloro che utilizzano barche a motore, è che anche i velisti definiscono queste giornate “bellissime”.

E poi diciamola tutta:”pare che le Isole Egadi non vengano spostate e quindi ci si potrà andare in un altra occasione!”

Quindi se proprio “dobbiamo” andare al mare, andiamo a San Giuliano, l’acqua arriva alla caviglia ed “accussi un mi scantu”

In un altro articolo racconterò della nautica trapanese del porto e delle imbarcazioni


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