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La navigazione a vela alle Egadi

BY: Massimo De Filippo / 0 COMMENTS / CATEGORIES: Senza categoria

La navigazione a vela nell’arcipelago delle Egadi è diversa se affrontata con una imbarcazione a vela oppure a motore.

Vero che in ogni caso il motore a disposizione c’è sempre, a meno che non si abbia una “panne”, ma di ciò racconterò altrove.

Il vento predominante a Trapani è il Grecale. Si chiama così perché guardando dal centro del Mediterraneo proviene da nord-est, cioè dalla Grecia.

E’ fresco, non molto potente e quasi tutti i pomeriggi aumenta la sua intensità. Raramente la “bonazza fetusa” come viene definita l’assenza di vento dai trapanesi dura 24 ore.

Spesso è più facile che in città ci sia più vento che nell’arcipelago però; quindi ti illude di una bella veleggiata, che poi non sarà tale, oppure credi di ormeggiare tranquillamente e così non sarà!

Ovvio che navigando con un motoscafo, inteso barca con unico motore, potente ed in grado di viaggiare veloce anche controvento, queste considerazioni non necessitano.

Perché nel caso di grecale forte, che talvolta tende a “andare” più verso est, il ritorno a Trapani metterà nelle condizioni di quasi controvento.

Evidentemente una barca a vela in direzione del vento proprio non può andare, ma con una leggera inclinazione laterale si riesce “quasi” ad andarci: ecco la bolina.

Alle Egadi si bolina sempre. All’andata ed al ritorno. Da Favignana a Levanzo, e da Levanzo a Trapani. Ma pure al contrario di ciò. Se non ce le si vanno a cercare, le altre “andature” non si fanno.

Di queste condizioni si deve tenere ben conto se si vuole andare e tornare in giornata da Trapani, o se la navigazione la si vuole fare predominatamente a vela.

Tornare a vela da Favignana a Trapani può diventare impegnativo: occorre tenere conto che nella costa di ponente, quella che va verso Marsala, i fondali sono bassissimi.

Il Grecale tende a spingere la barca proprio verso questi fondali bassissimi, che sono poi quelli delle saline, di Nubia, di Marausa, di Mozia e Stagnone, fino a Marsala.

Le soluzioni in tal caso sono quelle di fare “un bordo”, cioè in prossimità di Nubia cambiare direzione tornando verso Formica, oppure… il motore.Decisione da prendere con sollecitudine, evitando di finire sulle secche, da dove uscire può essere impossibile.

Frequentemente però il grecale trapanese diventa Tramontana (da nord) nei pressi di Formica e Maraone ed addirittura Maestrale a Levanzo. In questo caso le difficoltà sono minori.

Il Maestrale però tende ad essere meno rilassato del Grecale, crea moto ondoso che può raggiungere anche i tre o quattro metri. Raramente però, ed inoltre è normalmente prevedibile.

Il piccolo porto di Favignana patisce molto il Maestrale: entra direttamente rendendo alcune banchine assolutamente inutilizzabili. In inverno fa anche danni.

La caratteristica principale delle Egadi, è che comunque con qualsiasi vento si ha la possibilità di stare ridossati, cioè al riparo.

Cale in cui si avverte solo la forza del vento ma con il mare che resta meravigliosamente piatto in ogni condizione.

Con Grecale, Tramontana e Maestrale, i venti settentrionali ci si ripara nelle costa sud di Favignana : cala azzurra, Lido Burrone fino ai Calamoni, il Preveto oppure Cala Rotonda.

Altresì a Levanzo, anche se le dimensioni minori obbligano ad ulteriori scelte fra Faraglione, Cala Dogana, Cala Fredda e Cala Minnola.

Con venti da sud, specialmente Scirocco (sud-est), la sosta alla famosa Cala Rossa, è spettacolare.

Decisamente migliore che con bonaccia, poiché il vento “spiana” il mare evidenziando la piscina naturale che è, e poi perché la presenza dello Scirocco evita la navigazione dei disturbatori con motoscafi e gommoni, di cui anche le Egadi sono infestate.

Questi che eufemisticamente definisco “simpaticoni”, navigano incuranti degli altri a velocità assurde per la presenza di altre barche e gente che nuota, creando onde continue.

Un altra bellissima caratteristica è la tipologia del fondo, sempre basso e sabbioso.

Un grosso problema delle Isole Eolie è quello dell’ancoraggio. Diversamente, alle Egadi ancorare è estremamente agevole. Con un minimo di accortezza e senza dover scaricare in acqua decine e decine di metri di catena, si può stare tranquillamente per tutto il giorno anche con forte vento.

La normativa dell’arcipelago prevede però, in caso di sosta notturna, l’utilizzo delle boe, che sono a pagamento. Si trovano quasi sempre, ce ne sono circa 250.

A Levanzo il porticciolo non può proprio essere definito tale e in caso di Scirocco avvicinarsi può risultare pericoloso. Con venti settentrionali ci si può ancorare tranquillamente di fronte.

Anche qui il fondale basso e sabbioso garantisce una sosta sicura e l’assenza di boe permette di farlo anche di notte.

Marettimo è un’isola “a parte”. Navigando a vela la distanza che la separa da Trapani, 20 miglia pari a 36 km, oppure 11 miglia da Favignana, non permettono di andare e tornare in giornata.

In più, la zona più bella (incredibilmente bella) è zona A, quindi visitabile solo da chi è autorizzato ad inquinare : le barche locali con permesso per trasportare in loco decine di migliaia di persone.

Tutti gli altri sono tenuti al rispetto della natura (si vabbè) e quindi : nada.

Ma ormeggiando al porticciolo di Marettimo ed utilizzando queste barche, la visita è ovviamente possibile. Sono necessarie due giornate.

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